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Nuovo CAM Edilizia: un’anteprima per i produttori di materiali da costruzione

I nuovi CAM rappresentano non solo un obbligo normativo ma una vera e propria leva per l'innovazione e la competitività nel mercato dell'edilizia sostenibile.
Nuovo CAM Edilizia

Il panorama delle costruzioni è in continua evoluzione, e la sostenibilità ne è diventato un pilastro fondamentale. Con l’introduzione del nuovo documento sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’affidamento del servizio di progettazione ed esecuzione dei lavori di interventi edilizi, ci troviamo di fronte a un’opportunità significativa per guidare il settore verso pratiche più responsabili. Sebbene il documento sia ancora in bozza, è cruciale per comprendere la sua impostazione e le implicazioni future.

Questo primo articolo dedicato al nuovo CAM edilizia si propone di offrire una panoramica generale della sua struttura, senza addentrarci nei dettagli specifici dei singoli materiali, in attesa della versione definitiva.


IL CONTESTO: SOSTENIBILITÀ E APPALTI PUBBLICI

I CAM non sono una novità, ma la loro applicazione è obbligatoria per le stazioni appaltanti, gli enti concedenti e i concessionari, come previsto dall’articolo 57 comma 2 del Codice dei Contratti Pubblici. Questo documento, parte del Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PANGPP), fornisce indicazioni precise per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori edilizi, che spaziano dalla nuova costruzione alla ristrutturazione, manutenzione e adeguamento. L’obiettivo primario è ridurre gli impatti ambientali e promuovere l’economia circolare, in linea con le direttive europee come il Green Deal e i principi della Tassonomia UE. Non si limita agli edifici, ma si estende a opere e manufatti di ingegneria civile, paesaggistica e di difesa ambientale.

UN APPROCCIO OLISTICO E IL RUOLO DEL CICLO DI VITA

Uno degli aspetti più rilevanti dei nuovi CAM è l’adozione di un approccio olistico all’architettura eco-sostenibile. Questo significa andare oltre la semplice efficienza energetica, considerando l’intero ciclo di vita dell’opera (dalla produzione dei materiali allo smaltimento finale) e gli impatti ambientali, economici e sociali. Per i produttori, ciò sottolinea l’importanza di analizzare i propri prodotti in termini di:

  • salubrità e basse emissioni: specialmente per gli ambienti interni.
  • durabilità, riutilizzo e riciclabilità: per favorire filiere virtuose e la transizione verso un’economia circolare.

Per supportare questo approccio, il documento enfatizza l’importanza degli studi di Life Cycle Assessment (LCA) e Life Cycle Costing (LCC). Queste metodologie, basate su standard internazionali (come UNI EN 15804 e UNI EN 15978 per l’LCA, e UNI EN 16627 per l’LCC), sono fondamentali per valutare gli impatti ambientali e i costi lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio. Per noi produttori, la capacità di fornire dati specifici e verificati tramite Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) diventa un vantaggio competitivo, poiché i CAM considerano un miglioramento ambientale l’uso di dati specifici EPD rispetto a dati generici, a parità di prestazioni e durata.

LA STRUTTURA DEL DOCUMENTO: COSA DEVONO SAPERE I PRODUTTORI

Il documento è articolato in diverse sezioni chiave, ciascuna con implicazioni per i produttori di materiali:

  1. Premessa e Indicazioni Generali (Capitolo 1): qui si definiscono l’ambito di applicazione e i principi guida, come l’analisi del contesto e dei fabbisogni, l’importanza degli studi LCA e LCC (con un periodo di riferimento di 100 anni per la vita utile dell’edificio), e la verifica dei criteri ambientali. È fondamentale notare che i risultati degli studi LCA non devono essere aggregati, ma dichiarati singolarmente per modulo e fase per maggiore trasparenza.

  2. Criteri per l’Affidamento del Servizio di Progettazione (Capitolo 2): questa sezione detta le regole per i progettisti, che devono redigere una “Relazione CAM” dettagliando le scelte progettuali e i requisiti dei materiali. Per i produttori, questo significa che i vostri prodotti devono essere idonei a soddisfare i requisiti specificati in questa fase.
    • Specifiche Tecniche per i Prodotti da Costruzione (Sezione 2.4): questa parte è di diretto interesse per voi. Sebbene non entreremo nel dettaglio qui, è cruciale sapere che vengono stabiliti requisiti ambientali specifici per diverse categorie di prodotti (es. calcestruzzi, acciaio, legno, isolanti, pavimenti, vernici, ecc.). Questi requisiti spesso riguardano emissioni in ambienti interni (indoor pollution), contenuto di materiale riciclato, recuperato o sottoprodotti, e altre prestazioni specifiche. La conformità a tali requisiti viene dimostrata tramite documentazione tecnica verificata da enti terzi, certificazioni di prodotto (es. ReMade, PSV, Ecolabel UE) o EPD. Le asserzioni ambientali auto-dichiarate (UNI EN ISO 14021) non sono ammissibili come mezzo di prova.

  3. Criteri per l’Affidamento ed Esecuzione dei Lavori (Capitolo 3): riguarda le clausole contrattuali che l’appaltatore deve rispettare, inclusa la gestione del cantiere e l’utilizzo di macchinari e lubrificanti specifici. L’impresa aggiudicatrice deve presentare una “Relazione di applicazione e rendicontazione CAM” che includa il piano di gestione dei rifiuti di cantiere e il tracciamento dei rifiuti avviati a riciclo/recupero (con un obiettivo minimo del 70% in peso per i rifiuti non pericolosi).

  4. Criteri Premianti (Sezioni 2.6, 3.2, 4.3): questi criteri consentono alle stazioni appaltanti di assegnare punteggi aggiuntivi alle offerte che propongono soluzioni con prestazioni ambientali superiori ai requisiti minimi. Per i produttori, ciò rappresenta un’opportunità per distinguersi offrendo prodotti con:
    • miglioramenti documentati tramite studi LCA;
    • certificazioni ambientali (es. EMAS, ISO 14001 per l’organizzazione o Ecolabel UE, Made Green in Italy per i prodotti);
    • prodotti con migliori prestazioni ambientali secondo la Tassonomia Europea.
    • elevato contenuto di materiali riciclati o rinnovabili;
    • provenienza da Paesi con sistemi di scambio di emissioni (ETS).

COSA CAMBIA PER I PRODUTTORI?

In sintesi, i nuovi CAM spingono l’intero settore edilizio verso una maggiore trasparenza e performance ambientale. Per i produttori di materiali da costruzione, questo significa:

  • Investire in EPD e certificazioni: diventeranno strumenti sempre più essenziali per dimostrare la sostenibilità dei vostri prodotti e accedere a opportunità di mercato negli appalti pubblici.
  • Focalizzarsi sull’economia circolare: progettare prodotti che siano durevoli, riutilizzabili, riciclabili, e con un alto contenuto di riciclato o sottoprodotti.
  • Monitorare le emissioni indoor: garantire che i materiali rispettino i limiti di emissione per la qualità dell’aria interna.
  • Considerare l’intero ciclo di vita: comprendere l’impatto dei vostri prodotti in tutte le fasi, dalla produzione all’installazione e al fine vita.

Questi CAM rappresentano non solo un obbligo normativo ma una vera e propria leva per l’innovazione e la competitività nel mercato dell’edilizia sostenibile. Preparatevi a questa transizione fornendo documentazione robusta e prodotti che rispondano alle crescenti esigenze ambientali.

Nei prossimi articoli, approfondiremo specifici capitoli e criteri, analizzando le opportunità e le sfide che i CAM pongono.


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